Sulla sorellanza o sulla nuova forma della solidarietà politica

Definizioni
Def. 1 (Solidarietà politica). Per solidarietà politica intendo l’insieme delle pratiche mediante le quali soggetti plurali si legano per sostenersi, proteggersi e agire insieme nello spazio comune.
Def. 2 (Fraternità). Per fraternità intendo una forma di solidarietà politica che costituisce un Noi omogeneo mediante identificazione simbolica e opposizione a un Altro.
Def. 3 (Sorellanza). Per sorellanza intendo una forma di solidarietà politica che non costituisce un Noi unitario, ma connessioni relazionali differenziali fondate su cura, testimonianza e responsabilità reciproca.
Def. 4 (Funzionamento). Per funzionamento di un concetto intendo la sua capacità di produrre pratiche, istituzioni e trasformazioni reali nei rapporti sociali.
Def. 5 (Molteplicità). Per molteplicità intendo un insieme di differenze che non si riduce a unità senza perdita.

Assiomi
Ass. 1. Ogni forma politica produce una certa forma di soggettività.
Ass. 2. Ogni forma di soggettività implica un certo regime di inclusione ed esclusione.
Ass. 3. Nessuna solidarietà è neutra rispetto ai rapporti di potere che la attraversano.
Ass. 4. Un concetto politico è valido nella misura in cui funziona.
Ass. 5. Le differenze reali non possono essere soppresse senza produrre violenza.

Proposizioni
Prop. 1. La fraternità è una forma efficace ma parziale di solidarietà politica.
Dimostrazione. Per Def. 2 la fraternità costituisce un Noi mediante identificazione simbolica. Per Ass. 1 ciò produce una certa soggettività collettiva. Per Ass. 2 questa soggettività implica inclusioni ed esclusioni. Poiché la fraternità tende all’omogeneizzazione, per Ass. 5 essa sopprime differenze reali, producendo effetti di violenza simbolica. Dunque essa è efficace (produce legame), ma parziale (produce esclusione). Q.E.D.
Prop. 2. La sorellanza modifica il regime di veridizione della politica.
Dim. Per Def. 3 la sorellanza non costituisce un Noi unitario, ma connessioni differenziali. Per Ass. 1 ciò produce una soggettività non identitaria. Per Ass. 3 questo modifica il modo in cui il vero politico viene prodotto (non come unità, ma come relazione). Dunque la sorellanza modifica il regime di veridizione della politica. Q.E.D.
Prop. 3. La sorellanza sposta la politica dall’identità alla molteplicità.
Dim. Per Def. 5 la molteplicità è differenza non riducibile. La fraternità riduce a unità (Def. 2), la sorellanza mantiene la differenza (Def. 3). Dunque la sorellanza sposta la politica dall’identità alla molteplicità. Q.E.D.
Prop. 4. La sorellanza è un concetto politicamente valido.
Dim. Per Ass. 4 un concetto è valido se funziona. La sorellanza produce pratiche di cura, testimonianza, protezione e reti orizzontali (per Def. 3 e per esperienza storica minima). Queste pratiche modificano realmente i rapporti politici. Dunque la sorellanza funziona ed è valida. Q.E.D.
Corollario 1. La sorellanza non è una sostituzione lessicale della fraternità, ma una trasformazione della forma politica.
Scolio 1 (Genealogia breve). La fraternità ha storicamente legittimato rivoluzioni, partiti e militanze che non interrogavano le proprie asimmetrie interne. La sorellanza, al contrario, storicizza la solidarietà: parla di corpi situati, memorie frammentarie e vulnerabilità politiche. In ciò essa rende visibile la violenza che la fraternità tende a occultare.

Proposizioni operative
Prop. 5. La sorellanza implica la riorganizzazione dell’azione collettiva.
Dim. Poiché essa mantiene le differenze (Prop. 3), l’azione non può essere organizzata come unità omogenea, ma come coalizione differenziale. Q.E.D.
Prop. 6. La sorellanza trasforma la cura in principio politico.
Dim. Ciò che fonda le relazioni sorellanti è la cura (Def. 3). Ciò che fonda una forma politica è ciò che organizza le sue pratiche. Dunque la cura diventa principio politico. Q.E.D.
Prop. 7. La sorellanza implica un’etica della testimonianza.
Dim. Poiché essa si fonda sulla responsabilità verso l’altro e non sull’identificazione, essa implica essere testimone senza appropriarsi. Q.E.D.
Prop. 8. La sorellanza privilegia reti rizomatiche rispetto a gerarchie verticali.
Dim. La molteplicità (Def. 5) non si organizza gerarchicamente senza essere ridotta. Dunque la sorellanza privilegia reti orizzontali. Q.E.D.
Scolio 2 (Risposte a obiezioni). Obiezione 1: “La sorellanza essenzializza il femminile.” Risposta: essa non designa un sesso, ma una forma di relazione politica. Obiezione 2: “La sorellanza è solo simbolica.” Risposta: se non producesse pratiche, non funzionerebbe e cesserebbe di essere valida (Ass. 4).
Prop. 9 (Conclusione). La sorellanza non è la sorella minore della rivoluzione, ma una diversa potenza di trasformazione politica.
Dim. Poiché essa non unifica ma moltiplica (Prop. 3), non conserva l’ordine sotto forma nuova, ma apre possibilità ulteriori di vita comune. Q.E.D.
Scolio finale. La comunità non è un’identità condivisa, ma un intreccio di vite che si riconoscono e si potenziano a vicenda.

